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Past Directors:

Mauro Picone (1927-1960)

Aldo Ghizzetti (1960-1968)

Guido Stampacchia (dic. 1968 - gen. 1971)

Scé (1971 - 29/2/1972), Commissario (date desunte)

Ilio Galligani (1/3/1972 - 20/11/1980) 

Antonio Avantaggiati (21/11/1980-31/10/1982)

Albino (1/11/1982 -31/12/1983)  Commissario

Andrea Schiaffino (1/1/1984 - 31/10/1986)

Alberto Tesei (1/11/1986  - 31/1/1997) 

Michiel Bertsch(1/2/1997 – 2014)


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Scè ed Albino sono stati nominati come Commissari, Rosati come sostituto di Avantaggiati mentre questi era in Somalia.I dati provengono da un archivio del CNR]

 

Profili


Mauro Picone, direttore dal 1927 al 1960

Trovai così un primo, autorevolissimo ed estremamente incoraggiante, consenso all’idea (…) di un Istituto per le Applicazioni del Calcolo (…) destinato, con l’impiego dei più potenti strumenti di calcolo numerico, a sussidiare le scienze sperimentali e la Tecnica, nell’Analisi matematica quantitativa dei loro problemi (…)

Mauro Picone, 1956, ricorda l’incontro con Vito Volterra avvenuto nel 1916

Mauro Picone (Lercara Friddi, Palermo, 2 maggio 1885 – Roma, 11 aprile 1977) è stato il fondatore e l’ideatore dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo. Animatore della matematica applicata e propugnatore del calcolo elettronico, è molto conosciuto anche per l'Identità di Picone e il Teorema del confronto di Sturm-Picone.  Nel 1903 è stato ammesso alla Scuola Normale Superiore di Pisa, dove ebbe come insegnanti Ulisse Dini e Luigi Bianchi e conobbe Eugenio Elia Levi. Conseguita a pieni voti la laurea nel 1907, con tesi assegnatagli da Bianchi e che viene ritenuta “degna di stampa”, è stato assistente di Dini fino al 1913, quando si è trasferito al Politecnico di Torino come assistente di Meccanica razionale e di Analisi di Guido Fubini. In questo periodo ha sviluppato ricerche sulle equazioni differenziali ordinarie e alle derivate parziali.

La chiamata alle armi durante la prima Guerra Mondiale (col grado di sottotenente di artiglieria) ebbe una grande influenza sulla sua attività scientifica. Il suo comandante, il colonnello Federico Baistrocchi, lo incaricò infatti di calcolare tavole di tiro per le artiglierie pesanti in montagna. Prima di allora, le uniche tavole di tiro disponibili erano quelle per la pianura, ed erano del tutto inadeguate al nuovo ambiente in cui si stava combattendo in quei giorni, causando anche seri problemi di fuoco amico. Picone riuscì a risolvere brillantemente il problema grazie a una rigorosa modellizzazione matematica e all’applicazione di tecniche di analisi numerica.

Per questi meriti, nel 1917 fu promosso capitano d’artiglieria e nel 1918 gli fu conferita la croce di guerra, seguita dalla Croix de guerre francese e da altri numerosi riconoscimenti militari. Questa esperienza aggiunse alla sua formazione, rivolta all’astrattezza e alla generalità, la convinzione dell’importanza delle attività computazionali per fini concreti.

La sua carriera accademica iniziò come assistente alle cattedre di Meccanica Razionale e di Analisi Infinitesimale nel R. Politecnico di Torino a cui seguì l’incarico per l'insegnamento di Analisi infinitesimale e di Analisi Superiore presso la R. Università di Catania nel 1919. Professore straordinario per la cattedra di Analisi Infinitesimale  alla  R. Università di Cagliari dal 16 ottobre 1920, ritornò a Catania nel 1922. L'anno successivo ottenne la promozione a ordinario e dopo una breve permanenza a Pisa nel 1924-1925, passò a ricoprire la cattedra di Calcolo Infinitesimale all’Università di Napoli.

Nella città partenopea c’era una vera e propria facoltà di matematica, distinta da quella di scienze, e ogni professore ordinario poteva contare su un laboratorio. È qui che gli venne l’idea di mettere a disposizione delle scienze sperimentali e tecniche tutte le potenzialità del calcolo numerico. È qui che nacque l’idea di realizzare un Istituto nazionale per le applicazioni del calcolo. A Napoli, Picone si adoperò perché potesse essere costituito un organismo scientifico finalizzato alla soluzione numerica di problemi quantitativi sorti da esigenze applicative, e costituì nel 1927 un Laboratorio di analisi numerica nel quale riuscì ad avviare un'attività che si fece via via più ricca di risultati.

Nel 1932 si trasferì all'Università di Roma dove restò fino al collocamento a riposo nel 1960. Nello stesso anno ottenne la fondazione dell'Istituto Nazionale per le Applicazioni del Calcolo (INAC) nell’ambito del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Di questo organismo, poi trasformato in Istituto per le Applicazioni del Calcolo (IAC), è stato per molti anni la guida e l’animatore. Nel 1955 l’INAC, che dal 1975 porta il suo nome su iniziativa di Guido Stampacchia, fu il secondo dei centri italiani a essere dotato di un calcolatore elettronico. L'originale creazione dell’INAC consentì a Picone di divenire in breve il più illustre capo scuola della Matematica italiana, dalla cui fucina sono direttamente o indirettamente usciti almeno i tre quarti dei professori di Analisi delle università italiane. Tra questi si possono ricordare Renato Caccioppoli, Fabio Conforto, Gaetano Fichera, Wolfgang Gröbner, Carlo Miranda, Ennio De Giorgi, Luigi Amerio, Guido Stampacchia, Corrado Böhm, Aldo Ghizzetti, Domenico Caligo.

Picone riuscì a raccogliere presso l’INAC molti dei più promettenti ingegni matematici, a comunicare loro entusiasmo per le ricerche, a indirizzarli su temi di ricerca importanti e ad aiutarli a ottenere una grande quantità di risultati di rilievo. Gli argomenti di queste ricerche riguardano per la quasi totalità le equazioni differenziali e il calcolo delle variazioni e in parte minore questioni di geometria differenziale classica.

A Picone si devono quasi trecento lavori di ricerca. Tra i suoi risultati più noti c’è la già citata identità di Picone per le equazioni differenziali ordinarie lineari del secondo ordine dipendenti da un parametro. Molte pubblicazioni di Picone sono poi mosse da motivazioni didattiche e riguardano miglioramenti e precisazioni di risultati precedenti. Un altro tema da lui ampiamente trattato è la maggiorazione a priori delle soluzioni di equazioni differenziali.

A Picone sono stati conferiti numerosi riconoscimenti: tra gli altri il Premio Reale dei Lincei (1938) e la Medaglia d’oro dei Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell'Arte. Picone era membro di numerose accademie, in particolare dell'Accademia dei Lincei, dell'Accademia dei XL e della Pontificia Accademia delle Scienze. Ricevette anche delle lauree honoris causa da diverse università italiane e straniere. Il 15 gennaio 1956, volendo l’Università di Roma rendergli ossequio, gli è stato donato da parte di 55 matematici (di cui 21 stranieri) un volume dedicatorio che raccoglieva scritti di argomento matematico, e da parte degli allievi del passato una medaglia e un loro album fotografico. Nel maggio del 1975, il CNR, con la partecipazione di Giovanni Leone, Presidente della Repubblica, e di varie personalità, gli rese onori per la sua attività. Come nel 1956, l’Università della capitale gli regalò una medaglia e l’IAC ha curato la stampa di un volume dedicatorio.

Dal dicembre del 2013, nel quadro delle celebrazioni per il 90mo anniversario del CNR, è stata intitolata a Mauro Picone una sala riunioni della sede centrale dell’ente.


Aldo Ghizzetti, direttore dal 1960 al 1968

Aldo Ghizzetti (Torino, 8 ottobre 1908 – Torino, 2 dicembre 1992). Laureato con lode in Matematica presso l’Università di Torino nel 1930, subito dopo la laurea è diventato Aiuto alla Cattedra di Analisi matematica e Geometria del Politecnico, collaborando con Guido Fubin a una esposizione rigorosa del calcolo simbolico con l’uso della trasformazione di Laplace. Dal 1940, la sua carriera accademica si svolge tutta a Roma: libero docente in Analisi matematica nel 1942 e ordinario, dal 1948 al gennaio '62, presso la Facoltà di Scienze e successivamente, fino al '78, presso la Facoltà d'Ingegneria. A Roma è arrivato nel 1940 dietro invito di Mauro Picone, quale vicedirettore dell'allora Istituto nazionale per le applicazioni del calcolo (INAC) del CNR, di cui fu in seguito direttore dal 1960 al 1968. Negli anni Quaranta è stato anche assistente di Picone presso la cattedra di Analisi superiore dell’Università di Roma. Fu nell'ambiente romano, e in modo particolare nel contesto di ricerca dell’INAC, che l’attività scientifica di Ghizzetti trovò la sua massima espressione fino a divenire uno dei protagonisti dello sviluppo dell’analisi matematica nell’Italia del secondo Novecento.La sua produzione si caratterizzò, in particolare, nei termini di una sintesi tra lo sviluppo di alcune questioni teoriche riguardanti, per lo più, il dominio dell’analisi classica e una costante caratteristica di concretezza, connessa alla considerazione di particolari questioni sorte nell'ambito di ricerca dell’INAC e all’interesse per le applicazioni numeriche dei risultati teorici ottenuti. Tra i vari argomenti su cui si incentrò l'attività di ricerca del Ghizzetti nel periodo romano, occupa un posto rilevante la teoria dei momenti, con particolare riguardo per il contesto delle funzioni limitate. Ma le sue ricerche coprono un vasto arco di interessi, a cominciare da quelle già ricordate sul “calcolo simbolico degli elettrotecnici” al cui studio era stato indirizzato da Fubini.

Alle formule di quadratura Ghizzetti ha poi dedicato un lungo impegno nell'arco di vent'anni e un’ampia parte della sua produzione scientifica; un altro ampio gruppo dei suoi lavori riguarda il comportamento asintotico e la stabilità di soluzioni di equazioni e sistemi di equazioni differenziali ordinarie e le corrispondenti formule di maggiorazione e va ricordato, infine, un terzo largo gruppo di lavori dedicati allo studio di problemi al contorno per equazioni alle derivate parziali e alla accurata precisazione delle condizioni sotto le quali, per la ricerca delle soluzioni, si possono utilizzare le trasformazioni funzionali classiche, in particolare la trasformazione parziale di Laplace.


Guido Stampacchia, direttore dal dicembre 1968 al gennaio 1971

Guido Stampacchia (Napoli, 1922 – Parigi, 1978). Iniziò gli studi universitari alla Scuola Normale Superiore di Pisa, e li completò all'Università di Napoli, dove, per conto dell'Università di Pisa, conseguì la laurea nel 1944, allievo di Carlo Miranda e Renato Caccioppoli. Professore di Analisi matematica dal 1952 nelle università di Genova, Pisa, Roma e dal 1970 di Analisi superiore alla Scuola Normale superiore di Pisa. Socio corrispondente dei Lincei dal 1968, fu autore di importanti ricerche nel campo della teoria delle equazioni differenziali ellittiche e del calcolo delle variazioni. Insieme a Gaetano Fichera, fu il "padre fondatore" del campo di ricerca detto delle disuguaglianze variazionali. Alla sua memoria è dedicata la Medaglia Stampacchia, riconoscimento dedicato a giovani matematici che si sono distinti nel Calcolo delle variazioni. Fu presidente dell'Unione Matematica Italiana dal 1968 al 1974. Nel maggio 1966, mentre si trova a Chicago come professore visitatore, è raggiunto dalla notizia che, su proposta di Giovanni Sansone, gli è stato conferito il premio Feltrinelli per la matematica, meccanica e applicazioni, dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Nella motivazione per il conferimento del premio, la commissione, costituita da Beniamino Segre, Mauro Picone, Enrico Pistolesi, Giovanni Sansone, Alessandro Terracini, Bruno Finzi, dopo aver brevemente riassunto le più importanti ricerche, sottolinea “la vasta e multiforme produzione scientifica”, “l’importanza dei risultati” e “l’elevata posizione che questi gli hanno valso in campo internazionale”.  Stampacchia si considerava appartenente alla “scuola” di Picone. Molto probabilmente, fu proprio questo spirito che lo spinse ad accettare la carica di direttore dell’INAC e non è un caso che uno dei primi atti del nuovo Direttore sia stata la modifica del nome dell’Istituto e la sua intestazione a Mauro Picone. Dal 1969 l’INAC è diventato “Istituto per le Applicazioni del Calcolo «Mauro Picone»”, del quale Stampacchia è stato direttore dal dicembre 1968 al gennaio 1971.  Stampacchia assunse la direzione dell'IAC con il preciso intento di potenziare e rilanciare le strutture di ricerca dell’istituto, inserendo come ricercatori promettenti laureati, designando consulenti di elevata competenza scientifica e promuovendo le visite di borsisti e famosi studiosi stranieri tra cui si distinguono Hans Lewy e Lars Hörmander. L’idea guida che lo ispira nella sua attività all’IAC è la convinzione più volte manifestata che una distinzione tra matematica pura e matematica applicata sia artificiosa, essendo essa vaga e non fissa nel tempo anzi “In una giusta attitudine verso la Matematica occorre (perché pericoloso) rigettare una distinzione fra i matematici puri e i matematici applicati”.


Ilio Galligani, direttore dal 1972 al 1980

Ilio Galligani è nato a Montecatini Terme nel 1934 e si è laureato in Scienze Matematiche presso l’Università di Firenze nel 1956. Tra il 1957 e il 1976, è assistente presso il Politecnico di Milano, ricercatore presso il Centro di Ricerche Europeo Euratom e direttore di ricerca del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Nel 1959-1961 fa parte del gruppo che ha costruito la Calcolatrice Elettronica dell'Università di Pisa, occupandosi, in particolare, della traduzione Fortran. Dal 1972 al 1980 ha diretto l’Istituto per le Applicazione del Calcolo "Mauro Picone" (IAC) del CNR a Roma. In questa posizione ha promosso, coordinato  a livello nazionale e svolto direttamente varie attività di ricerca, soprattutto nell’ambito dei progetti finalizzati e dei progetti strategici del CNR, per le applicazioni della Matematica a problemi di grande interesse economico e sociale, come quelli connessi  con la protezione  del territorio e la gestione della qualità dell'ambiente, con la diagnostica medica e con lo sviluppo di nuove tecnologie. Speciale menzione meritano la messa a punto, a metà degli anni '70, di un modello di gestione delle risorse idriche di un bacino di grandi dimensioni (Tevere) e la realizzazione di un prototipo di sistema automatico per l'elaborazione in linea delle elettromappe cardiache. Per quanto riguarda la sua posizione accademica, dopo la libera docenza in Analisi Numerica conseguita nel 1971, ha insegnato nelle Università di Pavia, Bari, Roma e Torino. Dal 1978 fino al 2005 è stato professore ordinario di Analisi Numerica presso l'Università di Bologna che, nel 2010, lo ha nominato professore emerito. È  autore di oltre 70 lavori scientifici riguardanti prevalentemente: lo sviluppo di metodi numerici per la risoluzione di problemi connessi con sistemi di grandi dimensioni;  l'analisi di algoritmi e lo sviluppo del software matematico; la costruzione di sistemi interattivi grafici su minicalcolatori per l'elaborazione automatica dei dati sperimentali; il calcolo parallelo.


Antonio Avantaggiati, direttore dal 1980 al 1982

Antonio Avantaggiati è nato nel 1930 e si è laureato in Scienze Matematiche all'Università di Napoli. Nel 1958 ha vinto il concorso di Assistente e ha iniziato la sua carriera universitaria come Professore Incaricato, entrando a far parte del corpo docente dell'Istituto di Analisi Matematica, che si giovava dell'apporto di due grande maestri come Renato Caccioppoli e Carlo Miranda, che è da considerarsi il suo vero Maestro, nonostante l'orma indelebile lasciata sulla sua formazione da Caccioppoli. Nel 1962 è stato tra i vincitori del Premio Pomini dell’Unione Matematica Italiana. Nel 1965 ha vinto il concorso a professore di Analisi. Nel periodo 1966-1979 ha insegnato Analisi sia per la facoltà di Scienze che per quella di Ingegneria dell'Università di Bari. Durante questo periodo è stato anche Direttore dell'Istituto di Analisi e ha dato impulso all'Analisi Numerica e alla Matematica Applicata. È stato tra i principali promotori dell'istituzione del corso di Laurea in Scienza della Informazione, un nuovo corso che, negli anni Settanta, è stato tra i primi in Italia. A partire dal 1968 ha diretto gruppi di Ricerca dell'Università di Bari e di quella di Lecce, dove ha anche insegnato nei primi anni dela sua istituzione. Questo impegno è continuato fino al 2010.  Ha fatto parte della Commissione Scientifica dell’Unione Matematica Italiana nel periodo 1976-79. Nel 1977, sotto il patrocinio del CIME, ha diretto a Bressanone un corso sulla Teoria degli Operatori Pseudo-differenziali. Dal 1980 è stato nominato professore alla Facoltà di Ingegneria dell'Università La Sapienza di Roma. Nel 1980 è stato nominato direttore dell'IAC del CNR, ma dopo due anni si è dimesso a causa di vari contrasti con i ricercatori e soprattutto col Comitato Nazionale per la Matematica del CNR. E' stato membro del Consiglio Scientifico dell'UMI. Dal 1982 è socio ordinario dell'Accademia delle Scienze Matematiche e Fisiche dell'Università di Napoli. Dal 2001, fa parte del gruppo di ricerca gestito dalla professoressa P. Loreti, con cui ha ottenuto alcuni risultati sulla teoria delle disuguaglianza logaritmiche e sulla teoria degli sviluppo in serie di Fourier di funzioni non armoniche.


Andrea Schiaffino, direttore dal 1984 al 1986

Andrea Schiaffino è nato a Roma nel 1943. Si è laureato in matematica all’Università La Sapienza di Roma nel 1965. È stato assistente alla cattedra di Analisi matematica nel 1968 ed è diventato Ordinario presso la stessa cattedra nel 1980. Nel 1981 si è trasferito all’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, dove ha insegnato fino al 2012, anno del suo pensionamento. Il suo campo d’interessi scientifici è quello dell’Analisi matematica, in particolare ha trattato disequazioni variazionali (con Stampacchia, di cui è stato allievo) ed equazioni di evoluzione e ha lavorato nel campo della biomatematica. I suoi ultimi lavori hanno riguardato problemi di elasticità. È stato Preside della Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, sempre a Tor Vergata, dal 1990 al 1996 e Visiting Professor presso l’Università dello Utah di Salt Lake City nel 1981-1982. È stato membro del Comitato per la Matematica del Cnr (membro rappresentante degli assistenti) dal 1977 al 1980.


Alberto Tesei, direttore dal 1986 al 1997

Alberto Tesei è nato a Roma nel 1944 e si è laureato in Fisica all’Università di Roma nel 1967. Dal 1971 al 1980 è stato ricercatore presso l'Istituto per le Applicazioni del Calcolo "Mauro Picone" e, dopo essere diventato prima Ordinario della Facoltà di Ingegneria dell'Università "La Sapienza" di Roma (1980) e poi presso quella dell'Università "Tor Vergata" di Roma (1981), ha diretto l’IAC tra il 1986 e il 1996.

Tra il 1989 e il 1995 è stato membro del Board dei Direttori della Società Italiana di Matematica Applicata e Industriale. Nel 1984 è stato nominato direttore del Dipartimento di Matematica dell'Università di Roma "Tor Vergata" e nel 1988 direttore del Progetto Strategico "Analisi Funzionale e Applicazioni" del Cnr di Roma, incarico che ha ricoperto fino al 1992.  Dal 1988 al 2014 è stato Ordinario press la Facoltà di Scienze dell’Università “La Sapienza” di Roma.

I suoi interessi di ricerca hanno riguardato, tra gli altri argomenti, problemi matematici della teoria quantistica di campo, equazioni alle derivate parziali di Volterra di tipo parabolico, leggi di conservazioni iperbolica scalare, equazioni e sistemi di equazioni paraboliche quasi-lineari.

È membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei.


Michiel Bertsch, direttore dal 1997 al 2014

Michiel Bertsch è nato a Voorschoten (Paesi Bassi) nel 1955. Nel 1979 si è laureato in matematica all'Università di Leiden (Paesi Bassi) dove ha conseguito, nel 1983, il dottorato di ricerca in matematica. Dopo un postdoc presso la Brown University di Providence, Rhode Island, Usa, ha insegnato al Mathematisch Instituut, dell' Università di Leiden, fino al 1987. Alla fine del 1987 arriva in Italia, dove, fino al 1990 è stato professore straordinario di istituzioni di matematica presso la Facoltà di Scienze dell'Università di Torino e dal novembre 1990 è Ordinario di analisi matematica all'Università di Roma "Tor Vergata".

Tra il febbraio 1997 e l’aprile 2014 è stato direttore dell'Istituto per le Applicazioni del Calcolo. Dal giugno 2002 al maggio 2006 è stato coordinatore europeo della rete RTN "Partial differential equations of front propagation and other singular phenom-ena" della Commissione Europea. Per anni è stato membro dell'Industrial Advisory Board dell'Institute for Mathematics and its Applications dell'Universita del Minnesota a Minneapolis ed è sono stato (co-)organizzatore di numerosi convegni e workshop internazionali in Italia e all'estero. Nel 2013 l'Accademia delle Scienze di Torino gli ha assegnato il Premio internazionale "Angiola Gili e Cataldo Agostinello".

I suoi interessi di ricerca riguardano le equazioni alle derivate parziali non lineari e le loro applicazioni, e conta circa 60 pubblicazioni in riviste internazionali.